Abbiamo parlato di accessibilità con Roberto Vitali, esperto di autonomia e indipendenza delle persone disabili nel contesto turistico. Presidente e fondatore del marchio internazionale Village for all – V4A®, Roberto si occupa di Ospitalità Accessibile dal 1992, dopo che nel 1976 un incidente stradale lo ha reso paraplegico.

Lo scorso 13 ottobre, in occasione dei V4A Awards 2020 Ospitalità Accessibile Italiana e grazie alla collaborazione tra Siteimprove e Village for all, è stato istituito per la prima volta il premio V4A Accessibilità Web: Siteimprove ha analizzato i siti Web delle 80 strutture che fanno parte del Network V4A, selezionando quelli con risultati migliori dal punto di vista di inclusività e accessibilità Web.

Roberto, quando e come è cominciata la tua esperienza nel settore del Turismo Accessibile?

Ho cominciato a occuparmi di Turismo Accessibile quando non si chiamava ancora così, quando non sapevamo nemmeno che nome dargli. La mia passione per il turismo nasce ovviamente da un interesse personale, dall'esigenza di viaggiare e dalla voglia di condividere le mie esperienze. Dico sempre che "faccio il paraplegico" da quarantacinque anni ma a quei tempi il mondo era completamente diverso, le persone disabili che viaggiavano erano veramente poche. Ancora meno quelle che sceglievano la vacanza in campeggio con tenda e sacco a pelo… e io ero uno di loro. A forza di girare il mondo incontrando persone con questa mia stessa passione, ho cominciato a condividere le mie esperienze fino a diventare un punto di riferimento - se vogliamo un blogger ante litteram - per tutti coloro che cercavano consigli su come viaggiare. Ventotto anni fa ho iniziato a occuparmi di questi temi in maniera professionale.

Com'è nato il progetto 'Village for all'?

Village for all è nato nel 2008 per decisione mia e di Silvia Bonoli, professionista con cui avevo già condiviso alcune esperienze in progetti di turismo accessibile. Iniziato come progetto sociale con l'obiettivo di promuovere il turismo accessibile nel mondo dell’Hospitality (Hotel, Campeggi, Resort), con il passare del tempo V4A è diventato una vera e propria impresa, garanzia di qualità e di un rapporto alla pari con gli imprenditori. Nel mondo del Turismo Accessibile siamo stati i primi a creare un’azienda privata di consulenza specifica.

A che punto è l'Italia nel settore del Turismo Accessibile?

Dal punto di vista del Turismo Accessibile l’Italia è un Paese a macchia di leopardo, come molti. Sono tanti i progetti locali spontanei che portano avanti un'attività di sensibilizzazione ma spesso - creando ognuno il proprio nome, marchio o standard e trattandosi molte volte di associazioni di puro volontariato - non c’è la garanzia di qualità che il mondo del turismo richiede e che richiedono prima di tutto i turisti. Per questo a V4A abbiamo brevettato il nostro sistema, i nostri standard di classificazione, valutandoli prima di tutto con le persone disabili e poi condividendoli sia con i tour operator che con le agenzie di viaggio.

Parlando dell’Italia, quali sono dunque le sfide principali?

La sfida principale che stiamo affrontando è quella di passare dal concetto di accessibilità come obbligo normativo a veicolo ed emblema di turismo di qualità. Non si tratta solo di abbattere le barriere architettoniche. Questo passaggio per noi è fondamentale perché si basa sull’esigenza delle persone prima ancora che sul rispetto delle norme: quando parliamo di qualità, infatti, andiamo ben oltre il livello minimo che le normative richiedono.

L’altra grande sfida è far percepire agli imprenditori che il turismo accessibile rappresenta un'opportunità di business oltre che un mandato, se vogliamo, di responsabilità sociale. C'è un mercato e ci sono numeri importanti, 127 milioni di persone in Europa e oltre 10 milioni di persone in Italia sono un mercato estremamente interessante che può produrre incrementi del fatturato delle imprese fino al 20%, come riporta la Commissione Europea nelle proprie indagini e come confermano le aziende che lavorano con noi.

Un'altra sfida importante consiste nel passare dalla singola struttura turistica alla Destinazione Accessibile. Credo sia infatti importante dire che il turismo è fatto prima di tutto da destinazioni, quindi da filiere, e che tutta la filiera deve essere accessibile perché nel momento in cui si rompe la catena dell’accessibilità si perde il cliente.

Parliamo di Accessibilità Web: che idea te ne sei fatto e quali, secondo te, i vantaggi di estendere il concetto di accessibilità al mondo digitale?

Conosco bene l’accessibilità Web, è un tema che cerco di affrontare da quando ho cominciato a occuparmi di ausili, di autonomia e di strategia all’inizio degli anni '90. Il nostro lavoro spazia a 360 gradi su tutto il mondo delle esigenze, dalla disabilità motoria a quella sensoriale fino alle necessità delle persone anziane. L’accessibilità digitale è uno strumento sempre più indispensabile e credo che la pandemia che ha coinvolto tutto il mondo negli ultimi mesi ci abbia dimostrato quanto le potenzialità del Web possano rappresentare una soluzione, una risposta per tutti. È impensabile che una parte della popolazione non possa avere accesso alle informazioni perché queste vengono fornite secondo modalità sbagliate.

L’accessibilità è un mindset, un modo di concepire il proprio lavoro: deve riguardare l’accessibilità fisica ma anche l’accessibilità al mondo Web e deve essere prima di tutto parte del modo di pensare degli imprenditori - Roberto Vitali, CEO Village for all

Come immagini l'evoluzione del Web, in particolare di quello italiano?

Sono moltissimi gli oggetti, creati per essere di supporto all’autonomia delle persone disabili, che oggi utilizziamo nella nostra vita quotidiana senza che nessuno conosca i reali obiettivi per i quali sono stati originariamente ideati. Basti pensare al telecomando per la televisione, inventato per venire incontro alle esigenze di una persona con mobilità ridotta. Nello stesso modo, credo che in futuro il Web sarà in perfetta interazione con gli strumenti della nostra quotidianità, facendo diventare il nostro ambiente sempre più accessibile.

Com'è nata la collaborazione tra Village for all e Siteimprove? Quali i risultati?

Village for all collabora da anni con esperti di accessibilità Web e affronta questa tematica anche nei corsi di formazione organizzati per le aziende del proprio network. Durante una di queste occasioni, nel 2019 ho sentito parlare per la prima volta di Siteimprove. La nostra collaborazione si è sviluppata nel tempo, basandosi sulle singole capacità, competenze e mercato in cui ciascuno di noi opera, per facilitare entrambi il raggiungimento della propria mission. La mission di Village for all è quella di garantire a ciascuno la sua vacanza ma soprattutto di essere un valido supporto, anche tecnico, per le imprese nel mondo del turismo. Quando facciamo consulenza e informiamo le aziende sulla necessità di avere un sito Internet accessibile, vogliamo poter offrire opportunità di soluzione in base alle diverse esigenze. Da qui la scelta di lavorare insieme a Siteimprove, prima di tutto per creare consapevolezza sull’opportunità economica offerta dall’allargare il proprio bacino di utenti e clienti tramite l'accessibilità Web e, non da ultimo, sul fatto che presto ci sarà un obbligo normativo.

Accessibilità Web significa anche facilitare le procedure che pensiamo essere semplici ma che per tante persone non lo sono: semplificare un processo di acquisto tramite una user experience più efficace significa vendere meglio a tutti, indipendentemente dalle disabilità, e proprio con l’accessibilità andiamo a migliorare la qualità dell’offerta turistica e dell’esperienza che offriamo a tutti. Per queste ragioni vedo tante opportunità di collaborazione tra Village for all e Siteimprove.