Maggio 2021 porterà importanti novità nel mondo del Digital Marketing. L'introduzione di nuove metriche da parte di Google, infatti, renderà necessario garantirsi un posizionamento ottimale non più focalizzandosi solo su parole chiave e aspetti tecnici, ma anche lavorando su esperienza utente e performance del sito Web.

Ne abbiamo parlato con Andrea Molon, Head of SEO di Like Reply.

Partiamo dal principio: perché si parla tanto di Page Experience e che impatto avrà sui motori di ricerca a partire da maggio 2021?

Quando si parla di Google, purtroppo, si continua a pensare troppo spesso alle keyword utilizzate per effettuare una ricerca e non all'utente e al suo bisogno di informazioni. Per questo Google cerca da tempo di spostare il baricentro del mondo search verso un'esperienza utente che permetta sia di trovare informazioni utili sia di godere di un'alta fruibilità del contenuto.

Per capire il senso, immaginiamo che per una ricerca X ci siano due possibili pagine che rispondono a quel bisogno informativo. La prima ha un contenuto perfetto, dettagliato e ad alto valore, ma per caricarla ci vogliono 30 secondi, si vede male da mobile ed è piena di popup; la seconda ha un contenuto comunque di valore, magari meno dettagliato del primo, ma in 3 secondi ti permette di arrivare al cuore della questione e farti una prima idea. Quale dovrebbe essere il risultato premiato? È ovvio ed ecco perché si parla tanto di Page Experience, soprattutto visto che Google ha comunicato che a maggio 2021 i Core Web Vitals diventeranno ufficialmente fattore di ranking, un grande cambiamento!

Cosa sono i Core Web Vitals di Google?

L'esperienza utente è qualcosa di soggettivo e questo la rende difficile da misurare. Se la si vuole utilizzare per influenzare il ranking, però, è necessario "imbrigliarla" per trasformarla da qualitativa a quantitativa. Per questo nascono i Core Web Vitals, tre metriche che analizzano tre fattori fondamentali quando si naviga: velocità, interattività e stabilità visiva.

Nello specifico, quali sono queste tre metriche?

Si parte con il Largest Contentful Paint, ovvero il tempo di caricamento dell'elemento più impattante della pagina. Questa metrica è meno ovvia di quello che può sembrare. Se misura la velocità, perché Google non ha puntato sul First Contentful Paint, ovvero sul primo elemento che viene mostrato nella pagina Web quando si digita il suo URL? Perché il Largest Contentful Paint si porta dietro una componente di fiducia dell'utente verso il sito: dall'elemento principale, infatti, l'utente sarà in grado di farsi un'idea preliminare se la pagina può o meno rispondere al suo bisogno informativo, quindi è il tempo minimo per definire la qualità del contenuto. Questione di neuromarketing, quindi.

Il First Input Delay è, invece, il tempo che intercorre dalla prima azione dell’utente sul sito (un click, un inserimento, etc.) a quando il sito è effettivamente in grado di rispondere, ovvero la sua interattività.

Il Cumulative Layout Shift è una metrica meno intuitiva ma, al tempo stesso, molto interessante e misura la stabilità visiva. Sarà capitato a tutti di vedere un elemento della pagina che si sposta proprio un attimo prima del nostro click. Ecco, questo tipo di comportamento innervosisce l’utente, lo obbliga a tornare indietro o a rifare un'operazione. Il CLS misura questo fattore e lo penalizza valutando la proporzione tra superficie impattata e spostamento.

Come posso ottimizzare i Core Web Vitals per il mio sito?

Cerchiamo di essere positivi: se ben strutturato, potrebbe anche essere che il vostro sito sia già ottimizzato in vista di maggio. Ad ogni modo è meglio controllare dalla Google Search Console il rapporto sui Core Vitals.

Se fossero negativi, occorre utilizzare un tool di diagnostica come Siteimprove per identificare gli elementi critici e, insieme ad una buona SEO, pianificare gli interventi che possono migliorare questi elementi.

 

Vuoi saperne di più? Partecipa al webinar del 18 febbraio a tema Core Web Vitals, organizzato in collaborazione tra Siteimprove e Like Reply.