Nel 2021 l'accessibilità digitale rappresenta un fattore importante, non solo per le pubbliche amministrazioni ma anche per il settore privato. Ne abbiamo parlato con Roberto Scano, esperto di normazione tecnica nell'ambito dell'accessibilità dei prodotti ICT.

Roberto, che cos'è l'accessibilità digitale e perché è necessario acquistare prodotti ICT accessibili?

Accessibilità digitale significa progettare nel modo corretto, ossia creare prodotti e servizi digitali che siano fruibili da tutti. Questo perché la rete e in particolare il Web sono nati per una condivisione senza barriere: creare soluzioni non accessibili, nel 2021, significa non essere in grado di affrontare un mercato globale, nonché rischiare un'esclusione dal mercato nazionale in breve tempo. Questo significa anche carenza di conoscenza delle tecnologie utilizzate, in quanto praticamente tutte le tecnologie più diffuse sono oggi in linea con le regole di accessibilità.

Per tale motivo è necessario acquistare prodotti accessibili, ossia acquisire prodotti che siano pronti ad essere utilizzati ora o in futuro da persone con disabilità, con quindi possibilità di integrazione di tecnologie assistive o configurazioni particolari.

Nel 2021 quali sono gli obblighi di accessibilità per le pubbliche amministrazioni?

Il 2021 è un anno di nuovi adempimenti e di adempimenti annuali. Come ogni anno, entro il 31 marzo è necessario pubblicare nella sezione 'Amministrazione trasparente' gli obiettivi di accessibilità, che non devono essere un mero elenco di "buoni propositi" ma andrebbero definiti - con il sapiente coordinamento del Responsabile per la transizione al digitale (RTD) - coinvolgendo i dirigenti di ogni area per identificare le criticità e quindi le azioni per risolverle. Ad esempio: effettuare un censimento dei siti Web, avviarne il monitoraggio per predisporre la dichiarazione annuale di accessibilità (entro il 23 settembre di ogni anno), il livello di conoscenza della gestione dei documenti informatici accessibili, con relativa pianificazione di attività formative (art. 8 comma 3 legge 4/2004). La PA dovrà inoltre monitorare il raggiungimento degli obiettivi, definendo eventuali interventi sulle premialità. Un nuovo adempimento è da effettuarsi entro il 23 giugno, e diventerà annuale a partire da tale data: la dichiarazione di accessibilità da inserire nel sito AgID dedicato da parte del RTD per ogni app mobile sviluppata in nome e per conto dell'amministrazione.

Questo fa capire che gli obblighi non sono solamente per determinate scadenze ma che l'accessibilità deve essere una modalità operativa da inserire quotidianamente nelle attività dell'ente.

E per le aziende private?

Per le aziende private, fermo restando che l'accessibilità rientra a pieno titolo tra le attività Corporate Social Responsibility, per le aziende con fatturato superiore a 500 milioni di euro di media triennale significa – se non è già stato fatto – adeguare i siti Web e i servizi ICT (app mobili e postazioni) al fine di non incorrere in sanzioni che possono arrivare al 5% del fatturato. Si tratta di un'anticipazione della direttiva Europea che obbligherà tutte le aziende tranne le micro-imprese ad adeguare i servizi digitali al tema dell'accessibilità.

Va sempre ricordato che anche in assenza di altre specifiche normative, le persone con disabilità che si sentono discriminate da soggetti pubblici o privati possono sempre agire in sede giudiziaria con la legge 67/2006 per discriminazione, sia che essa avvenga in modo diretto che indiretto, ottenendo la rimozione delle problematiche ed indennizzo per danni. Quindi la domanda da porci è sempre la stessa: perché rischiare lavorando male quando lavorando bene si evitano problemi legali e si espande potenzialmente il parco utenti/clienti?

Dal punto di vista dell'accessibilità digitale, come definiresti la situazione attuale in Italia?

La  situazione sta migliorando, vuoi perché l'obsolescenza dei prodotti ICT e dei servizi digitali obbliga PA ed imprese ad aggiornamenti tecnologici con soluzioni più "moderne" già predisposte all'accessibilità, vuoi anche per la sensibilizzazione che si sta effettuando da anni sul tema della disabilità, comprovato anche dalla neonata nascita di un ministero dedicato nel governo Draghi.

Questo però non deve far abbassare la guardia in quanto è ancora altamente diffusa l'ignoranza tecnologica verso i problemi delle persone con disabilità generati da informazioni e servizi non accessibili. Ancora troppi documenti scansionati popolano i siti delle PA così come ancora molte applicazioni di erogazione servizi, dalla PA alle società private, contengono vere e proprie barriere che possono essere agevolmente rimosse applicando le regole di accessibilità, effettuando monitoraggio e test con utenti. L'accessibilità si può fare, basta volerla fare.